venerdì 8 dicembre 2017

Borg McEnroe di Janus Metz Pedersen (2017)

Svezia, Danimarca, Finlandia 2017
Titolo Originale: Borg McEnroe
Regia: Janus Metz Pedersen
Sceneggiatura: Ronnie Sandahl
Cast: Sverrir Gudnason, Shia LaBeouf, Stellan Skarsgård, Tuva Novotny, Robert Emms, Jason Forbes, Björn Granath, Scott Arthur, Tom Datnow, Jane Perry, Thomas Hedengran, David Bamber, Claes Ljungmark
Durata: 100 minuti
Genere: Drammatico, Sportivo, Biografico


Non so bene per quale strana congiunzione astrale, ma nel giro di meno di un mese, tra il 19 Ottobre e il 9 Novembre, sono usciti ben due film ad argomento tennistico, sport che mi è sempre piaciuto particolarmente - anche se non lo seguo proprio assiduamente a dire la verità - e che, al contrario di altri, ritengo molto cinematografico. Il primo dei due film, "La battaglia dei sessi", non sono ancora riuscito a vederlo, con mio grande rammarico, mentre il secondo, che arriva direttamente dalla Svezia e guarda caso è proprio con il protagonista svedese che dimostra di parteggiare, è il film di cui vi parlo oggi, basato su una delle più grandi rivalità del mondo tennistico tra due dei più grandi esponenti nella storia di questo sport.
Da una parte abbiamo Björn Borg, interpretato da Sverrir Gudnason, che tra il 1976 e il 1979 fu in grado di vincere ben quattro tornei di Wimbledon consecutivamente, apprestandosi a lottare per il quinto consecutivo da numero uno al mondo, mentre dall'altra John McEnroe, interpretato da Shia LaBeouf, da tempo numero due del mondo e con il posto di Borg nel mirino. I due, con caratteri diametralmente opposti, si andranno ad affrontare nella finale di Wimbledon, da molti esperti ritenuta una delle partite più belle di tutti i tempi, anticipata però da un periodo di grande pressione mediatica per entrambi gli atleti, che affrontarono il periodo di preparazione al match in maniera diametralmente opposta, con un comportamento dentro e fuori dal campo dettato principalmente dal loro carattere, che era, per l'appunto, profondamente diverso. Il primo, freddo e glaciale, mentre il secondo particolarmente fumantino, in campo e fuori, sempre pronto ad attaccare arbitri e giornalisti non appena pensava di aver subito un torto.
Essendo il film svedese, appare subito chiaro come tra i due ci sia un preferito: la vita fuori dal campo di Borg viene rappresentata con più cura, investigando anche sul suo passato e sui suoi inizi di carriera da giovanissimo - in cui, tra l'altro, il suo modo di approcciare alle partite, era molto molto simile a quello del rivale McEnroe - e guarda caso il film parla del suo quinto titolo consecutivo vinto a Wimbledon, non della sesta finale consecutiva, poi persa, contro lo stesso McEnroe. Ho apprezzato particolarmente il modo in cui i due rivali siano stati caratterizzati dai loro interpreti e, nonostante la freddezza trasmessa da uno dei due sia abbastanza tangibile, non mancano le emozioni, soprattutto nel modo in cui è stata resa, cinematograficamente parlando, lo scontro in finale tra i due.
Un po' come era stato "Rush" qualche anno fa per la Formula 1, film piaciuto anche a coloro che non seguono i motori - e io, fidatevi, non solo non seguo i motori, ma penso che le auto siano dei grossi scatoloni con un motore e quattro ruote e quando mi chiedono se la mia auto è un 4x4, rispondo 16 -, anche questo "Borg McEnroe", dalla struttura e dal concept molto simili, riesce nell'intento di emozionare e magari, un po' lo spero, anche nell'appassionare ad uno sport che comunque non è così poco seguito qui in Italia come si potrebbe pensare.

Voto: 7

7 commenti:

  1. Non vedo l'ora di vederlo,non perchè sìa particolarmente appassionata di tennis,ma perchè adoro questo tipo di film,come era stato per Rush immagino anche questo mi potrà piacere parecchio!!!

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  2. Devo vederlo anche io, non amo ne il Tennis ne Shia LeBLUFF ma "Rush" mi era piaciuto molto e da appassionato di sport amo questo tipo di storie, intanto visto che lo hai promosso, posso godermelo tranquillo ;-) Cheers

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  3. Ottimo film, in cui lo sport è il "pretesto" per imbastire una storia di uomini più che di personaggi, uomini alle prese con il peso del successo e i loro tormenti interiori. Il paragone con "Rush" è azzeccatissimo. Nettamente superiore, a mio parere, a "La battaglia dei sessi", film importante come argomento ma trattato in maniera parecchio superficiale...

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  4. Spero di recuperare sia questo che Battle of Sexes, così posso fare un "doppio" ad argomento tennistico. :)

    Il paragone con Rush è sia positivo che negativo, almeno per me, visto che mi era piaciucchiato abbastanza, ma non è che fosse riuscito a entusiasmarmi come aveva fatto con altri spettatori...

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  5. Blog con i banner pubblicitari.che barbone.ti leggono in quattro

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    1. Contentissimo che almeno adesso siate in cinque a leggermi

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  6. Se Rush lo avevo trovato troppo patinato, qui è scattata la folgorazione: tutti bravissimi e tutto perfetto, quel finale al cardiopalma mi ha visto tifare come fossi in quelle tribune!

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