lunedì 3 luglio 2017

Ghost in the Shell di Rupert Sanders (2017)

USA 2017
Titolo Originale: Ghost in the Shell
Regia: Rupert Sanders
Sceneggiatura: Jamie Moss, William Wheeler

Cast: Scarlett Johansson, Takeshi Kitano, Pilou Asbæk, Michael Pitt, Juliette Binoche, Chin Han, Anamaria Marinca, Michael Wincott, Chris Obi, Danusia Samal, 
Lasarus Ratuere, Rila Fukushima, Joe Naufahu

Durata: 106 minuti
Genere: Fantascienza, Azione


Siamo ormai giunti nel mese di Luglio, il giro di boa di questo 2017, che pare incominciato l'altro ieri - sia temporalmente sia cinematograficamente parlando -, è giunto qualche giorno fa e, con la calura estiva, blog, schermi cinematografici e anche schermi delle televisioni si riempiono - o almeno immagino sia così per molte persone - di film il meno impegnativi possibile, semplicemente perchè già è impegnativo rimanere in vita con questo caldo, senza fondersi con il divano o con il letto, figurarsi come potrebbe essere farlo guardando un film impegnativo - e io ci ho anche provato un paio di volte, vedrete nei prossimi giorni, con risultati anche piuttosto soddisfacenti -. Ci si dedica dunque a recuperi di vecchi film mai visti o di quelle visioni che ci siamo persi nel corso del primo semestre dell'annata e, tra questi, c'era sicuramente "Ghost in the Shell", quel film diretto da Rupert Sanders che è praticamente l'occidentalizzazione dell'omonima opera giapponese nata come manga e poi trasposta in due film d'animazione dal regista Mamoru Oshii e considerato uno dei manifesti del cyberpunk.
La premessa da fare, prima di parlare del film e di come io lo abbia visto, è che sono totalmente scevro di conoscenze riguardo alle opere originali da cui nasce questo film. Sarò sincero, ad attirarmi alla visione sono state fondamentalmente due cose: l'ambientazione futuristica con tanto di argomento fantascientifico che ritenevo parecchio interessanti e la presenza di una Scarlett Johansson nei panni di un androide che, se guardato su uno schermo senza riporre particolare attenzione sulle sue fattezze, sembra essere praticamente una donna nuda. E vuoi dunque mettere il piacere di vedere un film in cui per tutta la durata hai come protagonista Scarlett Johansson che dà l'impressione - in quanto androide ovviamente - di essere sempre nuda? Ecco che dunque avrete due buoni motivi, se ancora non lo aveste fatto, per guardare "Ghost in the Shell" e state tranquilli che, alla fine della visione, sia se siete fan della saga - e non so cosa possano avere provato i fan della saga alla visione di questo film - sia che siate completamente a vuoto come me, solo il secondo buon motivo vi resterà impresso nella mente.
Sì perchè, per quanto non si possa mai negare una visione ad un film con Scarlett Johansson - così come a quelli con Jennifer Lawrence tranne quelli sugli X-Men e a quelli con Emma Watson e Karen Gillan -, questa è effettivamente l'unica cosa che desta un minimo di interesse, in un film in cui in quasi due ore di durata io non sono riuscito a trovare nulla di cinematograficamente rilevante sia dal punto di vista registico, sia dal punto di vista della sceneggiatura. Per quanto riguarda il primo aspetto, infatti, il film usa talmente tanto lo slow-motion che ho rischiato più volte di addormentarmi. D'altronde un mio collega sostiene che alcuni registi, quando non sanno cosa fare per riempire il tempo, allunghino le scene rallentandole a dismisura, cosa che veniva fatta - e che mi dava altrettanto fastidio - anche in "Wonder Woman", il problema è che qui il rallentatore è veramente troppo invadente. Per quanto riguarda invece il secondo aspetto la pellicola dà l'impressione di iniziare subito, catapultando lo spettatore già all'interno della vicenda, per poi arenarsi già dopo pochi minuti e facendo una fatica bestiale a procedere almeno per metà della durata del film.
Avrete dunque capito, date le mie considerazioni, che il film in questione non mi sia piaciuto proprio per nulla: è chiaro che nella mia storia di spettatore abbia anche visto di peggio, così come è chiaro che da un'opera considerata di culto a destra e a manca - e con la quale se avessi avuto più tempo per prepararmi mi sarebbe anche piaciuto poter fare dei confronti che invece mi sono impossibili - si poteva trarre una trasposizione all'occidentale decisamente migliore.L'unica cosa che ricordo alla fine della visione di questo film, dunque, è la solita Scarlett Johansson... però per vedere la sua bellezza basta la ricerca immagini di Google, piuttosto che un film totalmente inutile come questo.

Voto: 4,5

3 commenti:

  1. Il “Whitewashing” con cui questo film è stato preso di mira, era davvero l’ultimo dei suoi problemi. Il merito quello che se non altro, tanto sono corsi a vedersi l’anime originale, che è cento volte meglio di questa robetta moscia. Cheers!

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  2. Mi trovo d'accordo... E' un film vecchio di 20 anni...

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  3. A me invece non è dispiaciuto troppo.
    La vicenda non è un granché, però esteticamente è notevole. E non solo per Scarlett... :)

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