martedì 24 novembre 2015

PIERPAOLO PASOLINI DAY - Medea (1969)



Italia, Francia, Germania Ovest 1969
Titolo Originale: Medea
Regia: Pier Paolo Pasolini
Sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini
Cast: Maria Callas, Luigi Barbini, Giuseppe Gentile, Annamaria Chio, Margareth Clementi, Massimo Girotti, Laurent Terzieff, Sergio Tramonti, Maria Cumani Quasimodo, Piera Degli Esposti
Durata: 105 minuti
Genere: Epico

La solita cricca di blogger si riunisce per l'ennesima volta e questo mese lo fa con un doppio day: quello di oggi dedicato a Pier Paolo Pasolini e un altro settimana prossima su un altro grande regista del cinema italiano. Entrambi i registi in questione, dato che la mia passione per i film è relativamente giovane, posso tranquillamente affermare di non conoscerli nella giusta maniera. Mentre del secondo - di cui, ripeto non anticipo nulla - avevo avuto modo di vedere qualcosina, di Pasolini si può affermare senza problemi che non lo conosco. Non lo conosco per nulla, non ho visto nulla dei suoi lavori e la mia conoscenza si limita a "Pierpaolo Pasolini, assassinato, nome di un Liceo linguistico in zona Lambrate a Milano". Nulla di particolarmente lusinghiero da parte mia, ma tant'è. In questa mia totale ignoranza, la scelta del film è stata ancora più difficile: "Salò o le 120 giornate di Sodoma" mi han sempre detto essere oltre a qualsiasi film pesante avessi mai visto in vita mia e questo non è periodo, gli altri fondamentalmente non li conosco, quindi mi sono buttato su "Medea", tratto da una tragedia greca della quale avevo avuto modo di leggere qualcosa alle superiori e che non mi era nemmeno particolarmente dispiaciuta. Non ne avevo però mai viste trasposizioni cinematografiche, se si esclude quella nella serie TV "Atlantis" che ne è una rivisitazione molto molto libera - anche se Amy Manson che la interpreta in quella serie è una gnocca spaventosa -.

Difficile dire se la mia scelta per questa giornata di celebrazione sia stata giusta o meno, ma la realtà dei fatti è quella dell'essersi ritrovati davanti ad una visione molto molto complicata, visione che sinceramente non mi aspettavo così difficoltosa e che effettivamente mi ha dato non pochi problemi con uno stile cinematografico che non avevo mai avuto modo di assaggiare e che si è rivelato più difficile da digerire del previsto. Ani, in realtà sono fermamente convinto di non averla ancora digerita completamente la visione di "Medea" che ha avuto sì degli aspetti che mi sono particolarmente piaciuti, ma anche altri che mi hanno fatto storcere il naso e non poco. Lungi da me discutere la grandezza del Pasolini regista, anzi, non posso proprio farlo, dato che ho appena ammesso di non conoscerlo, fatto sta che qui si tratta di parlare del film e di null'altro, cosa che voglio cercare di fare senza condizionamenti di sorta.

Partiamo dunque dalle cose che ho apprezzato: innanzitutto anche il fatto di non aver mai visto recitare Maria Callas è stata sicuramente per me una cosa che mi ha dato grandi stimoli. La sua interpretazione è solida, forse non eccezionale, ma questa cosa potrebbe tranquillamente essere filtrata dal fatto che dal 1969 ad oggi le tecniche recitative sono profondamente cambiate. Nonostante ciò salta subito all'occhio come l'interpretazione fosse, da parte dell'attrice, particolarmente sentita e che non cala mai nel corso della durata del film. Un altro aspetto che ho trovato piacevole è stata la cura delle immagini: ogni inquadratura presente nel film sembra raccontarci una storia, le ambientazioni sono curate nei minimi dettagli, con la scenografia e i costumi a farla da padroni.

Passiamo ora però alle cose che mi hanno soddisfatto di meno, premettendo però che stiamo parlando comunque di un modo di fare cinema totalmente diverso da quello a cui sono sempre stato abituato. La scelta di Pasolini di voler far prevalere le immagini sulla sceneggiatura dà alla narrazione una certa lentezza, che facilmente potrebbe annoiare uno spettatore non abituato, cosa in cui in qualche modo alla lunga mi ci sono ritrovato. Conseguenza diretta di ciò è anche l'estrema rarefazione dei dialoghi: l'interazione tra i personaggi per mezzo del dialoghi è poco presente, mentre prevalgono gli sguardi e i gesti e anche in questo caso siamo davanti ad una questione per cui si potrebbe dare la colpa all'abitudine e magari bisognerebbe riuscire a vedere qualche altro film del regista per capire se si tratti di una decisione estemporanea o di una propria cifra stilistica.


Partecipano alla giornata celebrativa anche i seguenti blog. Cliccando sul link trovate anche le loro recensioni!



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