giovedì 31 luglio 2014

WAR NO MORE - "Full Metal Jacket"

Sono passati 100 anni dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, esattamente il 28 Agosto del 1914. E tra qualche giorno, il 6 Agosto, sarà il sessantanovesimo anniversario dello sgancio della bomba su Hiroshima, uno dei singoli attacchi bellici più sanguinosi della storia. Per ricordare questi due tragici eventi, un gruppo di blogger cinematografici ha deciso di organizzare una rassegna di recensioni, tutte su film di guerra che però esaltassero il nostro spirito fondamentalmente pacifista.

La rassegna è iniziata proprio Lunedì 28 Luglio con la recensione di Solaris de "Il mestiere delle armi". Sono anche andate in onda fino ad oggi le recensioni di "Good Morning Vietnam" da parte del blog Recensioni Ribelli, "Starship Troopers" da parte del blog Cinquecento Film Insieme e "La Grande Guerra" del blog Montecristo.

USA, Regno Unito 1987
Titolo Originale: Full Metal Jacket
Regia: Stanley Kubrick
Sceneggiatura: Stanley Kubrick, Gustav Hasford, Michael Herr
Cast: Matthew Modine, Ronald Lee Ermey, Adam Baldwin, Vincent D'Onofrio, Arliss Howard, Peter Edmund, Dorian Harewood, Kevyn Major Howard, Ed O'Ross:, John Terry, Kieron Jecchinis, Kirk Taylor, Tim Colceri, Jon Stafford, Ian Tyler, Bruce Boa, Gary Landon Mills, Papillon Soo Soo, Ngoc Le
Durata: 116 minuti
Genere: Guerra, Drammatico

La trama in breve: Un gruppo di giovani reclute si trova a Perris Island per svolgere l'addestramento prima di andare a combattere in Vietnam. Verranno addestrati dal Sergente Capo Istruttore Hartman, che li tratterà alla stregua di un branco di bestie, con l'obiettivo di creare delle perfette macchine da guerra.

Per quanto mi riguarda "Full Metal Jacket" è un vero e proprio cult, di cui avrei voluto scrivere su questo blog già tempo fa, ma questa rassegna cinematografica si è rivelata l'occasione perfetta per farlo. Ovviamente adoro anche Stanley Kubrick, come tutti quelli che amano il cinema dovrebbero fare e come è anche normale che sia. Perchè Kubrick è il regista più vicino a Dio che sia mai esistito e perchè è uno di quei registi per cui rimpiango davvero di essere nato troppo tardi per vederlo all'opera in tempo reale. "Full Metal Jacket", diceo, è un film perfetto per l'iniziativa di queste due settimane perchè ne incarna lo spirito, mettendo a nudo la pazzia dell'animo umano in maniera sublime.

Il film, diviso in due tronconi narrativi separati tra loro ma consequenziali, ha nella prima parte, quella dell'addestramento, degli elementi che richiamano molto quello che voleva essere l'idea di Kubrick sulla guerra in Vietnam e sugli addestramenti militari in generale. Il gruppo di reclute di Perris Island, addestrate dal sergente capo istruttore Hartman, viene trattato dal loro capo come un branco di animali, lasciando trasparire da parte di Hartman una sorta di fanatismo e di pazzia, di amore per la guerra che va assolutamente condannato. Ronald Lee Ermey offre in questo ruolo una performance di assoluto livello, improvvisando quasi tutte le sue battute con ciò che gli veniva in mente al momento. Ricordo che la prima volta che vidi "Full Metal Jacket" ero abbastanza giovane e questa prima parte, lo ammetto, mi faceva abbastanza ridere.

Ripensandoci ora ed anche nelle visioni successive del film, ritengo che Kubrick con la prima parte di questo film abbia voluto mettere a nudo anche la bestialità degli spettatori. Moltissime persone che conosco mi confermano che la prima parte del film e le battute di Hartman hanno provocato loro delle risate di puro gusto. Il messaggio che ci leggo io è che davanti a determinate persone noi siamo proprio come Hartman, siamo disposti a mortificarle e a vessarle in ogni modo, semplicemente perchè è più facile ed anche un po' più divertente. Poi però, nel momento in cui "Palla di lardo" si suicida, si capisce che questo atteggiamento è sbagliato. E lì capisci che tu, spettatore, sei anche un po' Palla di Lardo, oltre che il Sergente Hartman. Capisci che l'addestramento a cui erano sottoposti a marine che andavano in Vietnam era qualcosa di completamente disumano e condannabile. Ma Kubrick in questo film ha deciso di farcelo vedere in un modo che ci portasse a provare empatia per Hartman, assolutamente geniale.

La seconda parte del film è quella che riguarda la guerra più da vicino. In questa seconda parte, pur essendo trattata con estrema ironia, vediamo come l'animo delle persone che si ritrovano a combattere sia completamente cambiato, come i combattimenti abbiano portato alla pazzia buona parte dei personaggi. La morte del soldato Cowboy nel finale è un momento talmente toccante che però riuscirà a cambiare la mentalità dei personaggi: capiranno dunque il perchè sono in guerra, ovvero il fatto che non c'è un vero e proprio motivo. Sarà utile combattere per la propria nazione o quando si è in guerra c'è solo da perderci? E quelli che stanno dall'altra parte, che combattono contro di te, non sui trovano forse nella tua stessa situazione?

Voto: 10

La rassegna "War No More" proseguirà nei prossimi giorni con il seguente programma.

5 commenti:

  1. Un grandissimo film con un inizio e una fine epici però, secondo me, gli manca, soprattutto nella parte della guerra vera e propria, il realismo di cui sono dotati un "Platoon", "Il cacciatore" e "Apocalypse Now".
    Kubrick fu il primo di tutti a captare nell'aria il bisogno di un film che parlasse del Vietnam, ebbe però un po' di sfortuna perché era pronto per uscire nelle sale quando Oliver Stone arrivò col suo "Platoon" a fare incetta di incassi e premi.

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  2. Penso che a Kubrick non gli importasse molto dei premi... 'Full Metal Jacket' è perfetto nel mostrare l'insensatezza della guerra e, come dici giustamente tu, il livello della bestialità umana. Bella recensione. Grazie per aver partecipato!

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  3. Buon compleanno Gesù Cristo!Il mio professore di storia all'uni mi aveva spiegato che Palla di lardo, nonostante fosse il più problematico e l'anello debole della compagine, uccidendo Hartman rappresenta in realtà l'unica e perfetta macchina da guerra, proprio secondo le intenzioni di Hartman. Arrivando però a creare egli stesso un mostro che lo porterà alla morte. Mentre Joker invece rappresenta l'insensatezza della guerra, perché porta il simbolo della pace sull'elmetto, ma è orgoglioso di essere il primo dei suoi vicini a uccidere i vietnamiti. Bel punto di vista e bella rece! ;)

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  4. Ma davvero la gente ride davanti alla prima parte? Io, da sempre, quando vedo i compagni di Palla di Lardo che lo picchiano nottetempo e sento i suoi lamenti soffocati mi sento morire dentro e l'uccisione del Sergente è una liberazione. Anzi, esco da quella prima parte così provata che il resto del film, pur avendolo visto minimo una decina di volta, non lo ricordo mai!
    Un capolavoro, comunque, e un'ottima scelta per la celebrazione!

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  5. Kubrick è Kubrick. Che altro resta da dire? La scena delle morte di Hartman è inoltre una delle più rappresentative del suo cinema.

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