domenica 25 maggio 2014

THAT'S 70'S DAY - "Romanzo criminale"

Questo mese, con il solito gruppetto di blogger, si è deciso di celebrare gli anni '70. Ma non nel modo classico, ovvero con dei film degli anni '70, ma con film usciti dal 2000 in poi che però sono ambientati negli anni '70. Detto francamente non sono rimasto molto soddisfatto della scelta del film di cui parlare, più che altro perchè avrei preferito un film ambientato totalmente in quegli anni piuttosto che uno che si spinge anche oltre nel tempo. A me toccherà dunque parlare di "Romanzo criminale" di Michele Placido!



Italia 2005
Titolo originale: Romanzo criminale
Regia: Michele Placido
Sceneggiatura: Giancarlo De Cataldo, Sandro Petraglia, Stefano Rulli
Cast: Kim Rossi Stuart, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Stefano Accorsi, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Anna Mouglalis, Roberto Brunetti, Antonello Fassari, Stefano Fresi, Elio Germano, Francesco Venditti, Giorgio Careccia, Daniele Miglio, Andrea Ricciardi, Leslie Csuth, Toni Bertorelli, Roberto Infascelli, Donato Placido, Massimo Popolizio, Bruno Conti, Gigi Angelillo, Giorgio Sgobbi, Gianmarco Tognazzi, Franco Interlenghi, Claudio Amato, Michele Placido, Brenno Placido, Nicolò Malfatti, Marco Bauccio, Virginia Raffaele
Durata: 154 minuti
Genere: Storico, Drammatico

La trama in breve: Tre vecchi amici si rincontrano all'uscita dal carcere, dopo aver scontato una pena per un reato compiuto in giovane età, decidono di organizzare un sequestro di persona, con il quale racimolare un bel po' di soldi. Dopo aver incassato, decideranno di investire il ricavato nel commercio di eroina, diventando nel corso degli anni una delle bande criminali più influenti della scena romana negli anni settanta e ottanta.

Dopo anni che ne rimandavo la visione, finalmente mi sono convinto a guardare "Romanzo criminale", lavoro cinematografico di Michele Placido del 2005 che ha ottenuto un buon riscontro di critica seppur con qualche riserva. Altro motivo per cui ho voluto guardare il film è il fatto che ho sempre avuto una certa curiosità verso la storia italiana, vista però dal punto di vista di quegli atti criminali che l'hanno sconvolta. Dunque questo film, che si concentra sulla Banda della Magliana, che ebbe il suo periodo di massima attività proprio tra gli anni settanta e gli anni ottanta a Roma.

Innanzitutto è il primo lavoro cinematografico di Michele Placido che visiono e devo dire che dal punto di vista registico, seppur molto scolastico, in questo film se l'è cavata abbastanza bene. Da wuesto punto di vista la serie televisiva, diretta da Sollima, gli è due spanne sopra, ma anche da tutti gli altri punti di vista, "Romanzo criminale - La serie" è secondo me sia visivamente sia come coinvolgimento molto superiore al film, che comunque non sfigura di certo. Tra le altre cose la pellicola vanta un cast di assoluto livello, con un Kim Rossi Stuart che non mi ha mai particolarmente fatto impazzire ma che qui se la cava piuttosto bene, con Pierfrancesco Favino per il quale non ho mai nascosto la mia stima, con Riccardo Scamarcio che, accantonata la parentesi "Tre metri sopra il cielo", ha sempre dimostrato di saperci fare (vanta anche una partecipazione nel buon film francese "Polisse", dimostrando che, fondamentalmente, aveva scelto il film sbagliato con cui far decollare la sua carriera).

Ciò su cui si discute riguardo al film è il fatto di centralizzare la banda criminale, creando da parte del pubblico empatia con essa. La cosa per me è molto semplice: tendenzialmente lo spettatore è portato a creare un rapporto di empatia con i protagonisti dei film che guarda: ciò non toglie il fatto che buona parte di esso è anche consapevole del fatto che i protagonisti incarnino dei valori negativi.

Se, da una parte, sono rimasto soddisfatto dal film in quanto tale, non sono rimasto soddisfatto della mia scelta riguardo al tema di cui stiamo trattando oggi col gruppetto di blogger amici. Questo film parla di una fetta di storia italiana avvenuta tra gli anni settanta e gli anni ottanta, ma non ne è secondo me rappresentativo dei valori che rappresenta quel decennio, positivi o negativi che si voglia. Di anni settanta abbiamo giusto le automobili vintage e qualche brano italiano nella colonna sonora e poco più.

Un'altra cosa che mi ha fatto profondamente storcere il naso è stato il finale della pellicola, che secondo me risulta superfluo ed altamente evitabile. Michele Placido è molto credente, molto molto credente e devoto, tanto da inserire nel suo film una specie di forma di redenzione per i suoi protagonisti che, dopo la morte, si riincontrano tutti insieme, riuscendo a fuggire dalla loro prima malefatta (nella prima scena del film non fu così, tanto che ci rimise la vita uno degli amici dei protagonisti). E' un finale che secondo me stona completamente, rovinando un bel po' la visione di una pellicola che fino a quel momento non si configurava certo come un capolavoro assoluto, ma risultava comunque una buona visione.

Voto: 7

Partecipano alla rassegna anche i seguenti blog amici

7 commenti:

  1. Beh dai, anche io con Larry Flynt mi sono spostata un po' sugli anni Ottanta, anche se la pellicola è incentrata buona parte sugli anni Settanta. Ma ho preferito focalizzare la mia attenzione sulle battaglie legali sorte proprio nei 70's, e tu con questa scelta hai focalizzato un pezzo di storia (oscura) dell'Italia degli anni Settanta.
    Quindi va più che bene!!!

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  2. ne ho un ricordo vago, però non mi era dispiaciuto. anche a me però non aveva convinto al 100%...

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  3. Avevo letto il libro e non ho mai visto il film...

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  4. Sono abbastanza prevenuto nei confronti del cinema italiano degli ultimi cent'anni e forse è proprio per questo che sono sempre rimasto prudentemente alla larga da "Romanzo criminale". Forse faccio male, non so, ma finora non ho ancora trovato un film che mi potesse smentire. Su Michele Placido nulla da dire: è un grande professionista ma lo preferivo negli anni Settanta nella parte di rapinatore stupraragazzine (vedi "La Orca" di E.Visconti).

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  5. Non mi era dispiaciuto, certo non un capolavoro ma rispetto alla media dei film italiani che girano tutto sommato già buono. non ho mai visto la serie però!

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    1. Rispetto alla media dei film italiani si può pure dire che è un capolavoro..

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  6. Lo avevo anche iniziato, ma poi la coinquilina francese lo ha stoppato visto che non riusciva a capire una parola... mi sa comunque che recupererò prima la serie Tv, tanto elogiata!

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