giovedì 13 giugno 2013

Voices

USA 2012
Titolo Originale: Pitch Perfect
Regia: Jason Moore
Sceneggiatura: Kay Cannon
Cast: Anna Kendrick, Skylar Astin, Ben Platt, Brittany Snow, Anna Camp, Rebel Wilson, Alexis Knapp, Ester Dean, Hana Mae Lee, Kelley Jakle, Elizabeth Banks
Genere: Commedia, Musicale


La trama in breve: Beca è una ragazza che inizia l'università alla Bardem University con la sola idea di mollare al primo anno per poi trasferirsi a Los Angeles. Nell'università incontra Jesse con il quale iniziano a curare la radio dell'università. Scoperta una bravissima cantante, si decide a fare un provino per entrare nelle Bella's Bardem, il gruppo femminile di canto a cappella.



Il mio problema generale con i musical è che, tendenzialmente, non vado pazzo per le canzoni che vengono proposte e cantate. E' un problema di generi, le canzoni che vanno ora, fondamentalmente, non mi aggradano in maniera particolare. Nemmeno però posso pretendere tutti musical rock in stile "Rock of Ages", che ho adorato alla follia.


Alla fine però, convintomi a guardare questo filmettino, ne rimango abbastanza soddisfatto, per il semplice motivo che la pellicola gioca su una freschezza giovanile tale da renderlo una visione piacevolissima, molto scorrevole e con pochissimi fronzoli. Non c'è certo da aspettarsi un capolavoro, ma per passare un'ora e cinquanta in assoluta serenità e spensieratezza il film è perfetto.


La commedia fondamentalmente gioca molto sugli stereotipi: difatti i personaggi principali sono tracciati abbastanza leggermente, puntando molto sulla "ridicolizzazione" dello stereotipo. Perchè sì, la ragazza ribelle che entra in competizione con la ragazza perfettina del gruppo altro non è che un palesissimo stereotipo. Perchè anche "Ciccia" Amy, il personaggio secondo me meglio riuscito dell'intera storia, è uno stereotipo. Al contrario, visto che rappresenta la ragazza grassa ma non complessata e che fa del suo fisico un motivo per autoironizzare, ma è comunque l'uso di uno stereotipo.


Un film che prende certamente ispirazione dal primo Glee, quello frizzante, divertente ed autoironico, non quello noioso, prolisso e banale della seconda metà di terza stagione e di tutta la quarta. Prendere il meglio di una serie osannata agli inizi e concentrarlo tutto in un'ora e cinquanta di film: missione compiuta.


Voto: 7

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