venerdì 18 agosto 2017

Una doppia verità di Courtney Hunt (2016)

USA 2016
Titolo Originale: The Whole Truth
Regia: Courtney Hunt
Sceneggiatura: Nicholas Kazan
Cast: Keanu Reeves, Renée Zellweger, Gabriel Basso, Gugu Mbatha-Raw, Jim Klock, Jim Belushi, Sean Bridgers
Durata: 93 minuti
Genere: Thriller, Drammatico


Come si è già detto più volte ed in diverse sedi, il periodo estivo è perfetto per fare uscire film il più possibile spensierati e nelle sale cinematografiche, soprattutto qui in Italia, trovano spazio sempre più di frequente horror di bassa lega o thrillerini senza pretese, per non parlare poi delle commedie adolescenziali o delle commedie caciarone, che però quest'anno sono un po' mancate a dire la verità. Al momento della sua uscita avevo catalogato "Una doppia verità" come un film appartenente a questo macro gruppo, pensavo fosse un thrillerino senza particolari pretese e senza particolari mire autoriali, ma soprattutto pensavo fosse anche il più spensierato possibile. Invece, per quanto il film in effetti non mi sia particolarmente piaciuto, "Una doppia verità" è quel tipo di film che, prendendosi forse eccessivamente sul serio, ha la pretesa di insegnarti qualcosa che magari, in questo periodo, non tutti gli spettatori sono pronti a recepire.
La trama del film è delle più classiche - e forse banali - possibili: l'avvocato Richard Ramsay, interpretato da un Keanu Reeves sta vivendo il suo periodo cinematografico peggiore da qualche anno a questa parte, si trova a difendere in un caso di omicidio il diciassettenne Mark Lassiter, interpretato da Gabriel Basso già visto in "Super 8", sospettato di aver ucciso il padre. Per la difesa del suo cliente, che rifiuta categoricamente di dire qualsiasi cosa riguardo al giorno dell'omicidio, Richard si affiderà all'aiuto della giovane avvocatessa Janelle, interpretata da Gugu Mbatha-Raw vista in "San Junipero", il più bell'episodio della terza stagione di "Black Mirror" o forse addirittura dell'intera serie, anche lei determinata a cercare risposte su quanto successo il giorno dell'accaduto.
Con "Una doppia verità", secondo film della regista Courtney Hunt dopo "Frozen River - Fiume di ghiaccio", siamo sempre dalle parti del thriller, con qualche strizzata d'occhio più che evidente verso il genere del legal drama. La sceneggiatura gioca moltissimo su ciò che ci vuole fare intendere il titolo, ovvero sul fatto che qualsiasi personaggio coinvolto nella vicenda sia naturalmente predisposto a mentire, in modo da non dare allo spettatore punti di riferimento su quale sia il personaggio che dice la verità sull'omicidio di Boone Lassiter, il padre di Mark interpretato da Jim Belushi. Il tentativo del film di depistare lo spettatore nel giungere ad una conclusione è fin troppo evidente e alla fine il colpo di scena finale smonta sì tutte le teorie che ci eravamo fatti, ma risulta forse un po' troppo forzato e ricercato quasi fosse un'ossessione.
Viene da sè la conclusione che il film sia fondato su una scrittura per nulla solida e che le interpretazioni dei protagonisti, non grandissimi nomi ma comunque in grado di fare da richiamo per una buonissima fetta di pubblico, sono quasi tutte accettabili, ma nessuna in grado di rendersi memorabile o comunque ricordabile. Fa strano dunque che il personaggio meglio costruito e meglio interpretato della pellicola sia quello interpretato da Jim Belushi che personalmente non ho mai particolarmente apprezzato come attore - o sicuramente meno del defunto fratello - ad interpretare un cattivo in grado di inquietare lo spettatore e senza alcuna possibilità di redimersi, riuscendo a colpire lo spettatore nonostante il minutaggio decisamente limitato sullo schermo. "Una doppia verità" risulta in conclusione una pellicola decisamente dimenticabile e per nulla in grado di colpire come avrebbe voluto e potuto fare.

Voto: 5

giovedì 17 agosto 2017

WEEKEND AL CINEMA!

Un solo film in uscita nella settimana che ha visto passare in un batter d'occhio il Ferragosto e come ogni settimana questo film verrà commentato in base ai miei pregiudizi! Per il resto se siete in città, dopo essere andati a vedere il film di questa settimana, non vi resta altro che dedicarvi a dei recuperoni, o di film persi durante la stagione o addirittura di cult che vi mancano, perchè qui non è che ci sia troppa trippa per gatti!


Atomica bionda di David Leitch


Nonostante la prima cosa che mi è venuta in mente guardando vari trailer fosse che ci potremmo trovare davanti ad un "John Wick" al femminile - e a me il primo "John Wick" non è piaciuto e il secondo ho deciso proprio di saltarlo - non posso fare a meno di esaltarmi in maniera particolare ogni volta che guardo il trailer. Sappiamo tutti che i trailer possono trarre in inganno, è vero, ma tra Charlize Theron e il punto preciso del trailer in cui parte "Sweet Dreams" ce ne sono di motivi per rimanere estasiati. Spero vivamente di rimanere soddisfatto anche dal film e non solo dal trailer però!

La mia aspettativa: 7/10

mercoledì 16 agosto 2017

GLOW - Stagione 1

GLOW
(serie TV, stagione 1)
Episodi: 10
Creatore: Liz Flahive, Carly Mensch
Rete Americana: Netflix
Rete Italiana: Netflix
Cast: Alison Brie, Betty Gilpin, Sydelle Noel, Britney Young, Marc Maron
Genere: Commedia


Quando ti imbatti su Netflix in una serie televisiva praticamente tutta al femminile, ambientata negli anni '80 e soprattutto ambientata nel mondo del wrestling femminile, alle persone della mia generazione, che hanno seguito il wrestling almeno una volta nella loro vita, vengono in mente le puntate di Raw e di Smackdown in cui, ogni tanto, avvenivano gli scontri tra le divas, tra le quali spiccavano bellezze che non sapevano minimamente fare finta di lottare come Christy Hemme e Ashley Massaro alternate ad altre che qualche mossettina sul ring la sapevano fare come Trish Stratus, Lita o Victoria. Vedere dunque una serie in cui Alison Brie, attrice già vista nella serie "Community" e in "Mad Men" e fisicamente parecchio apprezzata da queste parti, diventa quasi un'obbligo, soprattutto per l'idea di vedere l'attrice alle prese con abiti il meno coprenti possibile.
"GLOW", acronimo che significa "Gorgeous Ladies of Wrestling" - che qui in italiano è diventato molto sensatamente "Grandiose lottatrici del wrestling" e giuro che questa volta non sono sarcastico -, è una serie che parla della realizzazione di un programma televisivo dal titolo omonimo, diretto da Sam Sylvia, interpretato da Marc Maron, famoso regista di B-movie. La protagonista Ruth, interpretata proprio da Alison Brie, si troverà ad avere a che fare e a scontrarsi con lo stesso regista, ma anche a combattere sul ring contro la sua ex migliore amica Debbie Eagan, interpretata da Betty Gilpin, che ha da poco scoperto la relazione extraconiugale tra Ruth de suo marito.
Quando ho scoperto dell'uscita della suddetta serie su Netflix, sono stato convinto a concedergli una visione sia dai motivi già detti poco sopra, sia dalla presenza di soli dieci episodi della durata di circa mezz'ora ciascuno, per una serie che potenzialmente si sarebbe potuta tranquillamente mangiare in un paio di serate, per una durata totale di circa cinque ore. La realtà dei fatti è invece stata ben diversa: serie ben accolta un po' dappertutto che però a me, oltre a non avermi particolarmente convinto, ha anche fatto provare una certa dose di fatica nel seguire i vari episodi. Il problema è che "GLOW" risulta essere sin dai primi episodi una serie con puntate di solo mezz'ora che però sembrano molto più lunghe di quello che sono veramente, semplicemente perchè la trama fatica terribilmente sia ad ingranare - si smette un po' di annoiarsi a partire dal quinto episodio - sia ad essere portata avanti, con la presenza di solo un personaggio veramente interessante, Ruth, a cui però ne capitano talmente tante che si passa in maniera molto spedita dalla compassione alla pena per finire con un "buttati sotto ad una metropolitana, magari non nell'orario in cui la prendo io per andare al lavoro, che tu di gioie non ne avrai mai nella vita".
Siamo anche davanti ad una serie che con il suo titolo inganna parecchio, ma la mia speranza è che, se mai dovessi decidere di guardare un'eventuale seconda stagione, a questo si rimedi e che la cosa sia dovuta al voler fare una dovuta introduzione alla vicenda. Si perchè le "Grandiose ragazze del wrestling" di wrestling ne fanno davvero poco poco, o comunque quasi sempre solo allenamenti e in qualche modo la prima stagione di questa serie viene resa decisamente più faticosa da questo piccolo difetto. Sarà pure piaciuta a moltissimi, ma a me "GLOW" non ha per nulla convinto in ogni suo episodio.

Voto: 5,5
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