lunedì 27 marzo 2017

Omicidio all'italiana di Maccio Capatonda (2017)

Italia 2017
Titolo Originale: Omicidio all'italiana
Regia: Maccio Capatonda
Sceneggiatura: Maccio Capatonda, Gianluca Ansanelli, Herbert Ballerina, Daniele Grigolo, Danilo Carlani, Sergio Spaccavento
Cast: Maccio Capatonda, Herbert Ballerina, Sabrina Ferilli, Roberta Mattei, Gigio Morra, Ivo Avido, Fabrizio Biggio, Lorenza Guerrieri, Antonia Truppo, Nino Frassica, Ninni Bruschetta, Rupert Sciamenna, Pippo Lorusso, Christian Iansante
Durata: 99 minuti
Genere: Commedia


Non ho mai nascosto di essere un grande fan di Maccio Capatonda e della sua cricca di comici, tra cui spiccano la genuina demenza di Herbert Ballerina e dei suoi personaggi e la ripetitività - tanto che lo ritengo uno dei punti deboli del suo gruppetto - di Ivo Avido che spesso e volentieri è relegato a ruoli in cui fa la sua battuta e scompare. Una stima, quella per il lavoro di Marcello Macchia, nata fin dai finti trailer mandati in ond durante i programmi della Gialappa's Band, accresciutasi con i personaggi di Mariottide e di Padre Maronno e sfociata nella definitiva consacrazione con la serie "Mario", che un giorno spero prosegua con una quarta stagione. Il coronamento della carriera arriva con la realizzazione di "Italiano medio", nato da uno dei suoi finti trailer che ha fatto un po' storcere il naso a qualcuno, ma che a me aveva fatto divertire davvero parecchio, grazie ad una serie di citazioni intelligentissime e ad un uso della fotografia all'interno del film che comunque dimostrava come Maccio Capatonda dietro la macchina da presa sapesse il fatto suo.
"Omicidio all'italiana" è ambientato nel paese immaginario di Acitrullo, dove il sindaco Piero Peluria assieme al fratello vice sindaco Marino - entrambi i personaggi li avevamo conosciuti nella serie "Mario" - cercano di portare ad una comunità composta da circa quindici abitanti le più grandi novità tecnologiche dell'anno in cui viviamo, quali la connessione internet a 56K o i ripetitori per i cellulari che sistematicamente non prendono. Testimoni di una fuga di abitanti sempre crescente e rimasti letteralmente in quattro gatti all'interno del paese, decidono di sfruttare la morte accidentale della contessa Ugalda Martirio in Cazzati per inscenare un omicidio e far sì che i media si interessano alle vicende del piccolo paesino. Ed è così che piano piano, grazie all'intervento di Donatella Spruzzone, interpretata da una Sabrina Ferilli bravissima nel fare la Barbara D'Urso della situazione, e della troupe del suo programma "Chi L'Acciso" il paese acquista la notorietà tanto desiderata, con una crescita esponenziale da parte di turisti visitatori accorsi per visitare il luogo del delitto.
Come al solito quando si parla di lavori di Maccio Capatonda si ha a che fare con una forte critica sociale che viene mascherata molto bene da una comicità che è, di per sè, molto demenziale. Non è infatti raro che dei completi ignoranti si ritrovino a ridere dei lavori di Maccio, che però sono ancora più godibili quando si capisce di cosa si sta parlando. Se da una parte la verve della cricca del buon Maccio non si perde, dall'altra non so perchè, ma mi sarei aspettato qualcosa di più. Per quanto la critica rivolta verso la spettacolarizzazione della tragedia arrivi ben chiara agli occhi degli spettatori - dubito sia arrivata anche agli spettatori di Barbara D'Urso e compagnia briscola - mi sarei aspettato di ridere molto di più, cosa che invece non è accaduta.
E' chiaro che la comicità del regista viva di momenti altamente geniali alternati ad altri un po' più di pancia, ma che fanno ridere comunque, ma in questo film mi pare sia proprio mancato il colpo di genio. Così come, mentre in "Italiano medio" Maccio Capatonda aveva fatto vedere di saperci stare benissimo dietro la macchina da presa, qui il contributo registico non si vede moltissimo, anzi siamo di fronte ad un film normalmente diretto ben lontano dai giusti stratagemmi fotografici che avevano contraddistinto "Italiano medio", pur rifacendosi a quelli di "Limitless". Insomma, con "Omicidio all'italiana" ci troviamo di fronte ad un film divertente in maniera giusta, ma sicuramente non eccezionale, tant'è che mi sarei aspettato un po' di più, compresa una maggiore maturità da parte del regista.

Voto: 6+

giovedì 23 marzo 2017

WEEKEND AL CINEMA!

Un nuovo weekend cinematografico è all'orizzonte e le uscite in programma sono ben 10. Insomma, qualcosa di veramente interessante c'è e potrebbe esserci roba per tutti i gusti. E come ogni Giopvedì le uscite verranno commentate dal sottoscritto in base ai suoi pregiudizi!


Elle di Paul Verhoeven

Colpo di coda degli Oscar che fanno uscire un altro film ad ormai un mese di distanza dalla premiazione, questa volta con la candidatura all'Oscar come miglior attrice per Isabelle Huppert. Detto sinceramente l'idea di vedere il film in questione non è che mi faccia impazzire più di tanto, però potrebbe rivelarsi una visione interessante nella giusta misura.

La mia aspettativa: 6/10


In viaggio con Jacqueline di Mohamed Hamidi

Commedia francese con protagonista una mucca. E siccome i film sugli animali faccio davvero moltissima fatica a digerirli, penso che lascerò passare il tutto senza dargli troppa importanza.

La mia aspettativa: 3/10


La cura del benessere di Gore Verbinski

Film americano che si propone di esplorare i generi drammatico, horror e thriller e che, dal trailer, sembra essere abbastanza interessante. La paura è che sia un po' tutto fumo e niente arrosto, ma ho delle buone aspettative sulla qualità di questa pellicola. O per lo meno ci spero.

La mia aspettativa: 7/10


Life: Non oltrepassare il limite di Daniel Espinosa


Film di fantascienza di cui negli ultimi tempi si sta facendo un gran parlare. La presenza di Jake Gyllenhaal, uno dei miei attori preferiti, gioca sicuramente a suo favore, così come l'interessante tematica fantascientifica che viene trattata. D'altro canto il tutto potrebbe essere reso anche in maniera piuttosto banale e questa è la mia più grande paura.

La mia aspettativa: 7,5/10


Moda mia di Marco Pollini

Pellicola familiare italiana di un regista che personalmente non conosco e della quale non sento particolarmente il bisogno. La probabile proiezione del film in questione in due o tre sale in croce in tutta Italia mi faciliterà ancora di più la scelta!

La mia aspettativa: 4/10


Non è un paese per giovani di Giovanni Veronesi

Dallo stesso regista del carinissimo "L'ultima ruota del carro", arriva un nuovo lavoro di critica sociale, questa volta indirizzato al "problema" dell'aumento di trasferimenti all'estero da parte dei nostri giovani italiani. Per quanto più che di fuga di cervelli per il nostro paese, parlerei più del problema che molti il corpo lo lasciano qua in Italia, ma sicuramente il film può risultare attuale ed interessante al punto giusto.

La mia aspettativa: 6,5/10


SFashion di Mauro John Capece

Altro film italiano in questa settimana, diretto anche in questo caso da un regista che ancora non ho avuto modo di vedere all'opera. La storia, che narra di un'imprenditrice proprietaria di un'azienda di moda fondata dal nonno, non sembra essere particolarmente interessante. Anche per questo film però vedo il reale problema di una distribuzione che molto probabilmente non lo farà godere tutti quelli - immagino pochi sinceramente - che lo vorranno vedere.

La mia aspettativa: 5/10


Slam - Tutto per una ragazza di Andrea Molaioli

Altro film italiano, questa volta a tematica adolescenziale. L'ultima volta che vidi un titolo del genere mi sono fatto letteralmente fregare da una ciofeca quale si è rivelata poi essere "Come diventare grandi nonostante i genitori". Stavolta non so se mi farò fregare di nuovo, anzi, potrei attendere un po' prima di decidere se concedergli o meno un'opportunità.

La mia aspettativa: 5,5/10


Vittoria di Sebastian Schipper

Capolavoro tedesco realizzato con un unico piano sequenza... di due ore e mezza. Ho avuto modo di vedere il film in questione l'anno scorso e di inserirlo anche nella mia classifica dei film dell'anno, anche in posizione abbastanza alta. So che chi ancora non lo ha visto non penso farà i salti mortali per andarlo a vedere. So anche che si perderà qualcosa di davvero bello però!


Vieni a vivere a Napoli! di Edoardo De Angelis, Guido Lombardi

No, a Napoli non ci vengo, preferisco rimanere a Milano, grazie!

La mia aspettativa: 3/10

martedì 21 marzo 2017

Incarnate di Brad Peyton (2016)

USA 2016
Titolo Originale: Incarnate
Regia: Brad Peyton
Sceneggiatura: Ronnie Christensen
Cast: Aaron Eckhart, Carice van Houten, David Mazouz, Catalina Sandino, Keir O'Donnell, Matthew Nable, Karolina Wydra, Emjay Anthony, Mark Henry
Durata: 91 minuti
Genere: Horror


Saranno mesi che su questo blog non parlo di un film horror. L'ultimo bello che mi è capitato di vedere, seppur magari non proprio eccezionale, è stato "The Autopsy of Jane Doe", mentre sto piano piano preparando una rassegna dedicata a tutti i film realizzati sulla saga di "The Ring", esplorando i film giapponesi originali, i remake americani e i vari spinoff che ne sono stati realizzati, compreso il crossover made in Japan con "The Grudge". Oggi però non parlerò di un film horror bello, ma la cosa non dovrebbe sorprendervi, dato che la maggior parte dei film appartenenti al genere che seguo con più piacere, ultimamente, sono risultati un po' deludenti, tanto per usare un eufemismo. Il film in questione è "Incarnate", diretto da Brad Peyton, già regista di un altro film parecchio discutibile come "San Andreas", salvatosi grazie alla presenza delle tettone di Alexandra Daddario.
In questo film i protagonisti della vicenda sono Cameron Sparrow - interpretato dallo stesso David Mazouz che interpreta il giovane Bruce Wayne nella serie TV "Gotham" -, bambino posseduto da un demone che si rivela presto essere una vecchia conoscenza del dottor Seth Ember, interpretato da Aaron Eckhart, convinto che i suoi metodi non siano assimilabili ad esorcismi, ma a vere e proprie cure per la mente del paziente, che non sarebbe mai veramente posseduto, quanto più che altro affetto da una strana malattia mentale. Benissimo, bella idea per un film horror: abbiamo l'esorcista scettico che dice di non essere un esorcista ma pratica a tutti gli effetti degli esorcismi e abbiamo il bimbo posseduto che è il solito bimbo posseduto che fa cose inspiegabili e rompe i coglioni. Una trama originalissima insomma che però dal trailer visto a più riprese al cinema prima della sua uscita poteva illudere gli spettatori sul fatto di far loro un po' di paura.
Invece no, la conferma del fatto che "Incarnate" sia un gran bel film del cazzo arriva sia dalla trama per nulla originale, sia dal fatto che per tutta la sua durata non ho sentito minimamente nemmeno uno sbalzo di tensione, ma giusto un leggero bruciore di stomaco dovuto al reflusso gastroesofageo di cui soffro saltuariamente da un paio di mesi. Insomma, nemmeno la leggera sensazione di malessere che ho provato durante la visione del film era dovuta al fatto che stessi vedendo un film horror che avrebbe dovuto farmi paura, così come non è nemmeno riuscito a farmi seguire in maniera coinvolgente la sua trama, decisamente troppo articolata e troppo arrovellata per rendersi davvero interessante. E mi sta bene che il bimbo antipatico avesse voglia di mettersi in mostra come attore: certo, David Mazouz è odioso, ma almeno ci prova a farsi piacere. Aaron Eckhart invece recita con uno scazzo addosso che nemmeno io quando qualcuno tenta di spiegarmi la Critica della ragion pura di Kant o La fenomenologia delo Spirito di Hegel... e in tutto questo il mio entusiasmo verso questo film è morto piano piano fino ad arrivare non dico sotto lo zero, ma quasi.

Voto: 4
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