lunedì 26 giugno 2017

Baywatch di Seth Gordon (2017)

USA 2017
Titolo Originale: Baywatch
Regia: Seth Gordon
Sceneggiatura: Damian Shannon, Mark Swift
Cast: Dwayne Johnson, Zac Efron Alexandra Daddario, Kelly Rohrbach, Ilfenesh Hadera, Priyanka Chopra, Jon Bass, Yahya Abdul-Mateen II, Rob Huebel, Hannibal Buress, Jack Kesy, Amin Joseph, Izabel Goulart, Charlotte McKinney
Durata: 119 minuti
Genere: Commedia, Azione


Tra le cose belle degli anni novanta non ci metterei sicuramente la serie TV di "Baywatch". Non sono mai stato un grande fan della serie sui bagnini più famosa della storia della televisione - o forse addirittura l'unica? -, ma per quel che riguarda le tette di Pamela Anderson non si poteva negare quanto ciò fosse un buon motivo per guardare le puntate pomeridiane di quella serie TV. Che poi, se proprio dobbiamo trovare un pregio a quella serie c'era il fatto che, pur prendendosi parecchio sul serio, risultava particolarmente trash e questa involontarietà rendeva il tutto ancora più spassoso. Con il film "Baywatch", in cui il protagonista è niente meno che Dwayne "The Rock" Johnson e in cui a sostituire le tette di Pamela Anderson ci sono quelle di Alexandra Daddario - che è una di quelle donne con quattro occhi bellissimi e quelli azzurri splendenti sono quelli che risaltano di meno -, ma soprattutto ci sono anche delle comprimarie extra-lusso come Priyanka Chopra e Kelly Rohrbach, mentre per le femminucce c'è pure Zac Efron ma di lui a me frega poco.
Per quanto come film "Baywatch" sia una bestialata colossale già in partenza, la visione, per i motivi sopra citati, si era resa praticamente d'obbligo. Il film si rivela essere sin dall'inizio per quello che prometteva, ma non mi aspettavo minimamente che mi sarei divertito in questo modo guardandolo. Rispetto alla serie televisiva da cui è tratto, infatti, "Baywatch" ha il merito fondamentale di non prendersi mai sul serio e di risultare volutamente trash e mediamente divertente dall'inizio alla fine, senza mai annoiare e regalando qualche momento particolarmente azzeccato. Se poi come il sottoscritto avete un certo gusto per la comicità volgare e di bassa lega, che comunque rimane fin troppo nei binari del politically correct senza mai strafare particolarmente in tal senso, questo potrebbe essere il film che fa al caso vostro, sopratutto in questa estate caldissima e rovente che è appena cominciata.
Se pensate però che io stia spendendo un po' troppi elogi per un film del genere ricordate una cosa: cercate di pensare, come cerco di fare sempre io quando guardo qualsiasi tipo di film - perchè a parte il western che difficilmente digerisco guardo davvero qualsiasi genere di film -, in maniera relativa e di giudicare una visione sia in base a ciò che vi aspettate, sia in relazione al tipo di film che state per guardare. "Baywatch" è un film che già in partenza dichiarava di essere il più poassibile ignorante e votato al cazzeggio, con anche dei nomi interessanti e azzeccati per il genere di film proposto, e che come tale andrebbe dunque giudicato. Visto in quest'ottica, dunque, "Baywatch" è un film che riesce a colpire nel segno, con una marea di difetti, ma anche con una spensieratezza adatta per questo periodo dell'anno caldissimo.

Voto: 6

venerdì 23 giugno 2017

T2: Trainspotting di Danny Boyle (2017)

Regno Unito 2017
Titolo Originale: T2: Trainspotting
Regia: Danny Boyle
Sceneggiatura: John Hodge
Cast: Ewan McGregor, Jonny Lee Miller, Ewen Bremner, Robert Carlyle, Kelly Macdonald, Scot Greenan, Steven Robertson, Anjela Nedyalkova, Pauline Turner, Pauline Lynch, James Cosmo, Eileen Nicholas, Shirley Henderson, Irvine Welsh, Bradley Welsh, Gordon Kennedy, Amy Manson
Durata: 117 minuti
Genere: Drammatico


La curiosità di vedere questo "T2: Trainspotting" diretto da Danny Boyle e con protagonisti gli stessi attori che avevano reso celebre il suo predecessore nel 1996, mi ha spinto a rivedere pochi giorni fa il primo "Trainspotting" per poterlo recensire su questo blog dato che sono un pignolo da fare schifo. I miei dubbi sul film, uscito a ventuno anni di distanza dal predecessore, stavano fondamentalmente nell'effettiva bontà dell'idea di riprendere un film diventato di culto sia per la generazione che ha vissuto in pieno gli anni novanta sia per quelle successive con così tanto tempo di distanza, con il rischio di ritrovarsi decisamente fuori tempo massimo, ma soprattutto con uno spiacevole effetto da minestra riscaldata che però, c'è da dirlo, un grande regista dovrebbe saper evitare se ben consapevole di ciò che sta facendo.
A giocare a favore di "T2: Trainspotting" sta però il fatto che, differentemente da molti altri seguiti nati come mere operazioni commerciali, un seguito al romanzo da cui il primo film era tratto effettivamente esiste e una trasposizione cinematografica, anche se magari non strettamente necessaria, appariva comunque quasi giustificata. La storia è ambientata venti anni dopo, alcuni se ne sono andati, ma i personaggi principali sono rimasti e lottano ancora, anche se il protagonista Mark sembra quasi essersi definitivamente ripreso, con i propri demoni interiori e con ciò che era stata la loro vita venti anni prima. Per alcuni la dipendenza da eroina è ancora l'ostacolo principale, i piccoli crimini l'unico modo per sbarcare il lunario.
"T2: Trainspotting" non è quello che ci si aspetta se si hanno dei pregiudizi riguardo ai seguiti che arrivano al cinema con così tanti anni di ritardo. Ciò che normalmente ti aspetti è il voler riprendere un qualcosa di già visto, senza però la verve del capitolo precedente e invece, contro ogni pronostico, sia dal punto di vista tecnico - e su questo non c'erano dubbi visto il nome coinvolto alla regia - sia dal punto di vista emozionale ci troviamo davanti ad un buonissimo film. Un film che gioca anche con il suo predecessore, con il regista che lo cita e si autocita perdendo purtroppo in tutta quella componente ironica che aveva reso il film del 1996 qualcosa di davvero straordinario. A funzionare c'è anche la colonna sonora, molto bella anche se rimane - almeno per quel che riguarda i miei gusti musicali - un'ombra sbiadita del predecessore.
Con la visione di "T2: Trainspotting" ci troviamo dunque davanti ad un film che gioca in maniera piacevole con il passato, alternando ancora una volta la sua componente ironica - anche se come detto in misura di gran lunga minore - con quella più malinconica, risultando quasi un inno al passato in cui i nostri personaggi si rendono conto di come, in fin dei conti, nel giro di venti anni la loro vita non sia cambiata di una virgola, di come in questi venti anni i protagonisti non siano per nulla cresciuti. Siamo davanti ad un sequel che riesce nell'intento di non diventare una macchia indelebile per l'ottimo primo capitolo, pur non raggiungendone i livelli epici e pur non essendo per nulla un film perfetto, ma un film che si fa guardare tranquillamente, emozionando nel giusto modo.

Voto: 7

giovedì 22 giugno 2017

WEEKEND AL CINEMA!

Siamo ormai in estate e in questo weekend appena successivo al solstizio le uscite al cinema rappresentano in pieno il periodo: poca roba e quella che c'è è di bassa qualità, tanto che, come settimana scorsa, mi viene quasi difficile scegliere due o tre film a cui dare risalto. Però in qualche modo li si trovano ed eccoli qui commentati con i miei pregiudizi!


Transformers 5: L'ultimo cavaliere di Michael Bay


Ma davvero c'è ancora gente a cui questa saga non ha rotto le palle? Evidentemente no, visto quanta gente dice questa frase e poi chissà come il film guadagna comunque una marea di soldi. Sembra quasi come il periodo in cui nessuno votava Berlusconi!

La mia aspettativa: 2/10


Parliamo delle mie donne di Claude Lelouch

Con un salto temporale all'indietro di tre anni arriva nei nostri cinema questo lavoro francese che sa tanto di cinema d'essai ma che, in qualche modo, viste le altre proposte del weekend, potrebbe anche rivelarsi come l'uscita più interessante della settimana.

La mia aspettativa: 6,5/10


Le altre uscite della settimana

Metro Manila: Film del 2013, e poi dovremmo ancora dare credito ai nostri distributori. Eh si che pare anche carino sto film...
Civiltà perduta: Ultimamente i film storici mi stanno piacendo sempre di meno. La presenza di Robert Pattinson come protagonista non gioca per nulla a suo favore.
Girotondo: Lavoro pseudo autoriale italiano di cui potrei fare tranquillamente a meno.
The Habit of Beauty: Ecco che forse può arrivare qualcosa di mediamente interessante anche dal nostro cinema!
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