venerdì 30 settembre 2016

MINISERIE - The Night of

The Night of
(miniserie)
Episodi: 8
Creatore: Steven Zaillian, James Marsh
Rete Americana: HBO
Rete Italiana: Prossimamente su Sky Atlantic
Cast: John Turturro, Riz Ahmed, Bill Camp, Peyman Moaadi, Poorna Jagannathan, Sofia Black D'Elia, Frank L. Ridley, Glenne Headly, Jeannie Berlin, Amara Karan, Michael K. Williams, Jeff Wincott, David Chen, Lord Jamar, Ariya Ghahramani, Ben Shenkman, Syam Lafi, Max Casella, Chip Zien, Paul Sparks, J. D. Williams
Genere: Thriller, Drammatico

Non è che nel corso dell'estate finita ormai da una settimana abbia seguito molte delle serie che avevo intenzione di seguire, ma, tra gli appuntamenti clou annunciati dalle reti televisive americane, nella fattispecie HBO, c'era "The Night of", miniserie basata sulla serie britannica "Criminal Justice" che doveva essere mandata in onda già nel 2012, ma che, per via di molte contingenze tra cui la morte dell'attore protagonista James Gandolfini è stata rimandata fino all'estate del 2016. Una serie trasmessa da una delle reti di punta della televisione via cavo americana, affidata a grandi nomi della regia e della sceneggiatura come Steven Zaillian e James Marsch e che si avvale di un cast tra i quali figurano Riz Ahmed, visto come spalla di Jake Gyllenhaal in "Nightcrawler - Lo sciacallo", e il notissimo John Turturro, che dopo aver partecipato in moltissime commedie con Adam Sandler - sembrava quasi essere il suo caratterista personale - ha iniziato a dare nuova linfa alla sua carriera, prima dirigendo "Gigolò per caso", film di gran classe, ma non particolarmente convincente a mio modo di vedere, e recitando in "Mia madre" di Nanni Moretti.

"The Night of" si presenta al pubblico come una normale crime story: il protagonista Nasir Khan, interpretato da Riz Ahmed, prende il prestito il taxi di suo padre per farsi un giro nella notte di New York. Dopo aver ospitato come passeggera un'avvenente ragazza, decide di passare la notte con lei, finendoci a letto, per trovarla poi, la mattina dopo, morta in seguito a numerose coltellate. Tutti i sospetti cadono su Nasir, addosso al quale viene trovata anche l'arma del delitto, ma nessuno sa veramente cosa sia successo, nemmeno lo stesso Nasir, nonostante la scena del crimine e le circostanze ad essa collegate siano piuttosto eloquenti. Ciò che stupisce di questa miniserie di HBO non sta dunque nella trama, che si districa sapientemente tra indagini e il caso giudiziario che ruota attorno al protagonista, quanto più che altro nel mostrarci come opera il sistema giudiziario americano e quali effetti questo possa avere su chi, colpevole o innocente, venga accusato di aver compiuto qualche crimine.

La narrazione, pur procedendo in maniera lenta e ragionata, non risulta mai abbastanza lenta da essere stucchevole o fastidiosa, ma anzi, riesce, nonostante i ritmi non siano particolarmente alti, a non annoiare mai lo spettatore. La cosa che però stupisce maggiormente sono i dialoghi che si svolgono tra i diversi personaggi coinvolti nella vicenda, nei quali un John Turturro probabilmente al top della forma si trova particolarmente a suo agio. A far aumentare di valore questa serie, oltre ad un comparto tecnico di livello elevatissimo, è la continua suspense che si crea attorno al protagonista Nasir, per il quale prima empatizziamo fortemente - d'altronde all'inizio siamo tutti convinti che non sia stato davvero lui ad uccidere la ragazza, lo dicono gli schemi di qualsiasi crime story -, poi dubitiamo fortemente e poi, indipendentemente dal verdetto della giuria, non riusciamo più per davvero a prendere in simpatia.

Il grande protagonista della vicenda non è dunque nè Nasir, nè il caso di omicidio, nè tanto meno l'avvocato John Stone; quanto più che altro il sistema giudiziario americano e il suo scorrere inesorabile: a causa di questo Nasir si ritroverà in prigione e, entrando da uomo innocente o presunto tale - tanto che nemmeno lui sembra saperlo veramente - si ritrova a diventare un vero e proprio criminale, rinnegato persino dalla propria madre che, ad un certo punto, smetterà di credere nella sua versione dei fatti. E' un bene dunque che per un prodotto così di successo la rete americana non abbia deciso di ordinare una seconda stagione: gli otto episodi di questa miniserie sono perfettamente autoconclusivi e non è necessario nè proseguire la storia nè, tanto meno, creare una serie antologica sulla base di questi otto episodi. Ciò che abbiamo visto va bene, anzi benissimo, così. Non c'è davvero bisogno di altro.

Voto: 8+

giovedì 29 settembre 2016

WEEKEND AL CINEMA!

Ben otto sono le uscite al cinema di questa settimana, cinema che riprendono ormai la regolare programmazione, ma non sembrano, a parte rare eccezioni, volerci regalare film di altissima qualità. Come ogni giovedì vediamo però tutte le uscite commentate in base ai miei pregiudizi!


Abel, il figlio del vento di Gerardo Olivares, Otmar Penker

Film che al solo leggere la trama penso di non potercela fare a reggere: mettici il dramma familiare, mettici l'amore per gli animali e hai tirato fuori una delle trame che potrei più odiare in un film. Lo salterò senza farmi troppi problemi.


Al posto tuo di Max Croci

Commedia italiana di dubbio gusto, anche se arriva in un periodo di relativa forma del nostro cinema - a dirla tutta è qualche mese che non esce qualcosa di davvero interessante anche tra le fila del cinema italiano -, ma soprattutto con un cast di dubbio gusto che non può certo attirarmi verso il cinema a me più vicino!


Ben Hur di Timor Bekmambetov

Tra le confessioni da fare assolutamente, dopo "I magnifici sette", film di cui è uscito il remake proprio la scorsa settimana, ecco che tra i grandi film che mancano al mio appello c'è anche "Ben Hur", di cui proprio questa settimana esce un remake di dubbia utilità. Beh, potrebbe comunque essere l'occasione per recuperare l'originale!


Cafè Society di Woody Allen


Ed ecco che anche quest'anno è arrivato il momento del film annuale di Woody Allen, che da qualche tempo alterna un anno buono ad uno deludente. Visto il deludente "Irrational Man" dello scorso anno, secondo i calcoli, questo dovrebbe essere l'anno buono, no? A me in realtà, non amando Woody Allen, poco interessa se questo è l'anno buono o meno. Quello che mi interessa è proprio il fatto che questo sia il film più interessante della settimana!


Indivisibili di Edoardo de Angelis

Altro film italiano che punta su un tema che potrebbe essere abbastanza di comodo, come la possibilità da parte di due gemelle siamesi di dividersi. Potrebbe sembrare il solito drammone all'italiana e molto probabilmente lo è anche, ma forse potrebbe anche essere un film mediamente interessante.


Le ultime cose di Irene Dionisio

Non sono un amante delle storie ad episodi e questa, ambientata all'interno di un banco dei pegni all'epoca della crisi non sembra essere da meno rispetto a quelli che sono i miei pregiudizi sulle storie di questo tipo.


Se permetti non parlarmi di bambini di Ariel Winograd

Insomma, il film perfetto per la settimana seguente al Fertility Day!


The Assassin di Hou Hsiao-Hsien

C'è spazio anche per l'oriente in questo weekend, con un tipo di film che, nonostante il grande fascino che provo per le storie orientali, alla fine mi ha sempre abbastanza annoiato. Sicuramente sarà qualcosa di stilisticamente ottimo , però da qui a piacermi ce ne passa.

mercoledì 28 settembre 2016

Elvis & Nixon di Liza Johnson (2016)

USA 2016
Titolo Originale: Elvis & Nixon
Regia: Liza Johnson
Sceneggiatura: Joey Sagal, Hanala Sagal, Cary Elwes
Cast: Kevin Spacey, Michael Shannon, Alex Pettyfer, Colin Hanks, Johnny Knoxville, Evan Peters, Tate Donovan, Hanala Sagal, Sky Ferreira, Tracy Letts, Ahna O'Reilly, Ashley Benson, Dylan Penn, Joey Sagal, Geraldine Singer, Kamal Angelo Bolden
Durata: 86 minuti
Genere: Commedia

L'incontro tra uno dei musicisti più amati della storia americana e il presidente più odiato della storia americana in un film? E chissene frega, potreste chiedervi voi, invece in realtà potrebbe essere un argomento piuttosto interessante se ben trattato tramite una solida sceneggiatura e tramite delle interpretazioni - che poi quella che più ci interessa è quella di Elvis Presley, diciamocelo - buone. Se poi a produrre il film è la stessa Amazon Studios che nel corso degli ultimi anni sta tentando - e sta anche abbastanza perdendo nonostante qualche buon prodotto - di fare concorrenza a Netflix soprattutto con delle produzioni seriali originali, a volte validissime, come ad esempio "Hand of God", "Mozart in the Jungle" o "The Man in the High Castle", altre volte molto meno come "Bosch" o "Transparent", anche se per quanto riguarda quest'ultima penso di essere uno dei pochi nel mondo intero.

Il film parte da buonissimi propositi, se bisogna proprio essere sinceri: narrare un incontro avvenuto nel riserbo più totale tra due personaggi importantissimi per la storia americana anche se in due ambiti totalmente diversi, ma soprattutto far interpretare questi due personaggi a due super attori come Michael Shannon, che interpreta in maniera eccentrica quanto basta il personaggio di Elvis Presley, e Kevin Spacey, che ormai nel ruolo di Presidente degli Stati Uniti sembra trovarsi a suo agio dopo il suo acclamatissimo ruolo nella serie "House of Cards". Buoni propositi riguardanti il film che però non sono altrettanto supportati da una sceneggiatura che avrebbe potuto fare molto di più per rendere il film ancora più interessante. Una sceneggiatura che si regge talmente tanto con lo sputo e sulle stravaganze del buon Elvis Presley da rendere praticamente vane le apprezzabilissime interpretazioni dei due protagonisti, che ci provano in ogni modo a dare al film un valore aggiunto che però non viene quasi mai riscontrato.

Ed alla fine la sensazione che si ha al termine della visione è quella di aver appena visto un film che ci racconta una storia assolutamente fine a se stessa, con i personaggi che sono caratterizzati nel modo più semplicistico possibile e lasciando allo spettatore poco o quasi nulla, non risultando nemmeno particolarmente divertente. Ed è proprio qui che spesso gli Amazon Studios perdono il confronto con l'altra grande rete di streaming mondiale: spesso e volentieri i racconti sono di gran classe dal livello stilistico e tecnico, o comunque curiosi a livello di sceneggiatura, ma spesso si perdono nel ricercare la forma più della sostanza. E in un film in cui anche la forma lascia a desiderare davvero molto, aggiungendosi alla quasi inutilità della vicenda - o comunque del modo in cui viene narrata - c'è sicuramente poco da salvare.

Voto: 4,5
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